Ma chi è Zadig ?

zadigVoltaire, il grande illuminista francese, sulla scorta di una novella di Cristoforo Armeno sui tre principi si Serendippo, probabilmente letta in una versione tradotta, ideò nel 1749 un personaggio che faceva dell'abduzione e della serendipità il proprio strumento di vita. Questo personaggio era Zadig, il cui nome è passato alla storia della letteratura dando il titolo alla lunga novella in cui si narra delle sue avventure.

Zadig, il saggio ("Saadiq" in arabo significa appunto saggio), si accontentava di usare "lo stile della ragione" per affrontare le vicende della vita. Si ritrovava spesso nei guai, ma grazie alla logica e in particolare all'abduzione, riusciva sempre a cavarsela, tanto che alla fine divenne principe di Babilonia.

Tra le numerose avventure di Zadig, ce n'è una che ricalca passo passo quella dei tre princìpi di Serendippo. Al re e alla regina sono sfuggiti una cagna e un cavallo. Zadig non li ha visti ma li descrive dettagliatamente, perciò viene incarcerato e riesce a salvarsi solo quando cagna e cavallo vengono ritrovati.

I concetti chiave per comprendere quello che oggi viene definito "il metodo di Zadig" sono quindi abduzione e la serendipità. Vediamo due esempi pratici:

 

  • Abduzione:
Nel corso di un esperimento condotto per trovare un nuovo farmaco attivo contro l'AIDS si osserva una reazione inattesa, e si capisce che deve essere la chiave di volta per sintetizzare il "proiettile magico". In questo caso si applica il meccanismo della abduzione, e non della deduzione, perché non c'è ancora la certezza di tale ipotesi. Si usa la sagacia, perché si collega un evento osservato con l'obiettivo finale, ma non c'è la serendipità, in cui è implicito il concetto di casualità; l'osservazione fatta rientra in un filone di ricerca costruito, studiato, pensato proprio per arrivare a quell'obiettivo: scoprire un farmaco capace di eliminare il virus che provoca l'AIDS.

  • Serendipità:
Ben diverso è scovare il farmaco anti AIDS in laboratorio mentre per esempio si sta studiando il comportamento di alcune proteine del sangue. La ricerca in corso non ha nulla a che vedere con l'AIDS, ma d'improvviso un evento apparentemente banale, se non a prima vista disturbante, apre gli occhi al ricercatore sagace, il quale capta immediatamente l'importanza della propria osservazione, e la collega al problema dell'AIDS, lontano molte miglia dall'obiettivo che si era prefissato in quella ricerca.

Webmaster: Pierpaolo Apollonio